Necchi

  • Da 100 anni

  • accende il tuo sorriso

Si comunica che tutte le spedizioni riprenderanno regolarmente dal 22 agosto

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700 Watt

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Contenitore 0,8 lt

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Classe A (ERP N)

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Aspirazione 15 kpa

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La sartoria Necchi, l’arte del cucito, è da sempre uno dei lavori domestici più noti che però ha radici antichissime e nel corso degli anni, grazie anche alla Necchi Elettrodomestici , è diventato un hobby oltre che un lavoro.

Nella storia della Necchi vediamo una vera rivoluzione industriale che ha consentito, ieri come oggi, di poter creare i propri abiti, di riparare quelli danneggiati, di occuparsi della riparazione o creazione della biancheria della casa, ma ci sono molteplici usi che se ne fanno.

Non ci si pensa mai a quanti tessuti usiamo durante il giorno, in casa e fuori casa. Naturalmente l’impiego principale è quello dell’abbigliamento perché tutti dobbiamo e abbiamo bisogno di vestirci. Gli impieghi che si fanno degli abbigliamenti sono poi diversi, ci sono quelli che interessano lo sport, le uscite con gli amici, le serate a cena fuori, ma perfino gli abiti da lavoro, da scuola o divise di associazioni sportive.

Di conseguenza è normale che si pensi sempre all’abbigliamento. Tuttavia non possiamo negare che in casa ci sono tende, copridivani oppure coprisedie e tanti altri tessuti che riescono a dare una maggiore comodità.

Le macchine per cucire come mai sono nate ed hanno interessato una grande platea di utenti? Nella prima parte del dopoguerra, specificatamente la prima guerra mondiale, c’erano poche industrie “sopravvissute”, tra queste c’era il nome della Necchi che decise di inventare e costruire un prodotto che fosse d’interesse delle famiglie e da qui che nasce la macchina per cucire.

Essa fu la prima casa costruttrice italiana ad essere nota nel mondo, con più di 100 anni di attività, la sua prima creazione avvenne nel 1919.

Intorno agli anni del 1960 riuscì a conquistare oltre 120 paesi e la sua rete di distribuzione contava circa 10.000 negozi in tutto il mondo. Tuttavia la fabbrica non nacque con questo obiettivo. Fino al 1880 si costruivano dei pezzi di ricambio in ghisa per macchinari di vario genere.

Il motivo per cui nacque tale idea fu proprio nel 1880, quando la fabbrica passò nelle mani del figlio Ambrogio, dove la moglie chiedeva continuamente una macchina per cucire. Un prodotto che non era molto economico, ma Ambrogio ebbe la geniale idra di creare delle macchine per cucire che fossero ad uso domestico, dove alcune parti erano in ghisa (metallo da lui stesso prodotto in fabbrica).

A quell’epoca tale mercato era rinomato per marchi di altre nazioni, ma che erano limitate nella produzione di punti, di cucire e di meccanismi. Infatti, se proprio vogliamo dirla tutta, fu nel 1932 che ci fu il suo boom di richieste poiché Necchi inventò un programma di cucitura in grado di fare (oltre al classico punto dritto) anche lo zig-zag, attaccare o rammendate bottoni (cosa che fino ad allora si poteva fare solo a mano) creare ornamenti e punti diversi, ma perfino di rifare l’asola.

Nel corso degli anni dunque fu normale che grazie alla spinta dell’aumento dei clienti che si fidavano del prodotto, l’ottima qualità prezzo proposta sul mercato (che consentiva ad una grande quantità di utenti di poterle comprare), alle multifunzionalità dei programmi, si iniziò a pensare ad una vera e propria tecnologia da brevettare.

Intorno al 1960/1980 i modelli elettrici e la diversità dagli altri prodotti, l’aiutarono ad aumentare la richiesta ed infatti il motto che la contraddistinse fu: la donna moderna cuce con Necchi. Motto che ancora oggi è attuale!

Qual è il motivo per comprare una macchina per cucire?

La risposta scontata sarebbe: cucire! Solo che non è poi tanto facile, anzi occorre un pochino di pazienza, passione e attrezzature utili. Tutti, almeno una volta nella vita, se non più di una, siamo stati costretti ad usare ago e filo, magari solo per cucire un bottone oppure per recuperare dei fili che hanno ceduto i qualche punto.

Cucire è un lavoro domestico, ma che propone tante possibilità, alcune della quali sono sconosciute perché non se ne parla molto, almeno che non si abbia la passione e non si sia dei creativi.

Oggi entriamo in un negozio e compriamo qualcosa da indossare, una veste, una maglietta o un pantalone. Parliamo però di una curiosità che di certo non è nota, proprio perché si andrebbe a danneggiare il commercio dell’abbigliamento.

Tutti i grandi marchi producono abbigliamento che è in “scala”, cioè milioni e milioni di capi tutti uguali, ma quello che non si sa è che i tessuti che si comprano sono sempre molto scadenti per non rischiare di rimanere dei capi invenduti, ma perfino per non avere delle rimanenze o degli scarti che sono poi un danno passivo a livello economico.

Questo prone dunque una grande quantità di abbigliamenti commerciali, che praticamente durano pochissimo, cedono ai primi lavaggi e che non sono nemmeno molto caldi perché il filato usato per tenere insieme i tagli dei tessuti è assolutamente sintetico.

Altra cosa da sapere è che il prezzo che si paga, per quanto sia economico, alla fine ci costa circa 6 volte il valore reale del tessuto. Vi rendete conto allora quale sia la “fregatura”.

Comprando invece i tessuti e gli scampoli di stoffa di andrebbe a risparmiare, a livello economico, circa 5 volte, ma potendo scegliere tessuti di altissima qualità.

Per fare un esempio in cui molte donne si sono scontrate prendiamo in esempio gli abiti da sposa. Le sposine che decidono di farsi fare degli abiti su misura, invece di preferire dei capi che sono già stati composti, possono avere chiffon, seta, gabardine, garza inglese, madras e via dicendo. Tutti tessuti che sono realmente bellissimi, di alta qualità, traspiranti e delicati sulla pelle.

Ovviamente c’è il lavoro di cucitura da fare, ma questo è uno dei tanti esempi che possiamo proporre per quanto riguarda il motivo del: perché comprare una macchina per cucire.

Parlando poi negli esempi semplici si possono creare costumi di carnevale, di recita scolastica, pantaloni o magliette che sono di uso giornaliero, ma anche recuperare scampoli di stoffa per la creazione di tovaglie, copertine o per gli amanti del patchwork. Passione che nasce in Inghilterra, ma che muove, ogni anno, milioni di euro per il richiamo allo stile vintage.

Passione del cucito? La qualità Necchi: dai principianti ad esperto

Per cucire ci vuole passione, questo non lo vogliamo mettere in dubbio, ma occorre poi una buona praticità, creatività, pazienza e soprattutto una buona macchina per cucire.

Perché un utente dovrebbe scegliere proprio la Necchi? Ci sono tante macchine per cucire, alcune molto economiche. Ebbene partiamo proprio con questa realtà avendo dei dati alla mano. L’ISTAT ogni anno propone una vasta gamma di indagini dove sono presi in considerazione tutti i servizi maggiormente acquistati dai clienti, i prodotti e quale sia il responso di questi acquisti. Siamo continuamente monitorati perché le indagini di mercato sono in grado di evidenziare le nuove tendenze, richieste e quali sono i prodotti che vanno per la maggiore.

Nel settore del cucito, circa il 73% dei consumatori che hanno comprato una macchina per cucire economica, proprio perché si è dei principianti, si sono trovati a non capirci nulla sulle funzioni, sul perché le macchine si bloccano, quali sono le manutenzioni da fare e poi perché i punti di cucito non escono come essi si immaginavano.

Il motivo della produzione di prodotti economici è quella di vendere tanto, ma a basso consto. Poco importa se questo vuol dire dare dei problemi ai consumatori o addirittura di far perdere interesse all’uso di tale prodotto. Infatti le nuove generazioni si trovano sempre ad avere degli hobby o passioni che abbandonano presto.

Per esempio chi vuole suonare degli strumenti si ritrova a perdere interesse perché le corde alla chitarra comprata sono deboli, la cassa armonica non produce un buon suono o perché il manico si distorce facilmente. Lo stesso capita con la macchina da cucire. Se essa non funziona o funziona male, si perde la passione e non si sa come comportarsi con i problemi comuni.

Nonostante si sia dei principianti ai primi tentativi, si deve comprare una macchina da cucire che abbia materiali di buona qualità e dove ci siano delle assistenze, in caso di problemi, che siano gratuite nei primi 24 mesi e non a pagamento. La Necchi rimane vicino al cliente che potrebbe avere dei problemi di gestione della macchina.

C’è sia la consulenza e assistenza telefonica o diretta nei centri e rivenditori autorizzati, dove si possono chiedere dei consigli e capire come funziona la macchina da cucire. In caso ci sono dei danni, poiché tutti sbagliamo e abbiamo diritto di sbagliare, fino a creare dei danni seri nella struttura, allora ci sono i centri di riparazione con garanzia.

Macchine da cucire semiprofessionale e professionali, le differenze

Elencando i prodotti di questa casa costruttrice di macchine da cucire, vediamo che essa propone una serie di “esperienze”. Alcune sono molto economiche per le persone che sono inesperte, che hanno dunque intenzione di cucire esclusivamente per piccoli aggiusti sartoriali, come fare l’orlo ad una gonna o a un jeans, riparazione di strappi o di rammendi di vario genere. I modelli che sono per coloro che sono già più esperte, hanno un costo che può variare dalle 150 alle 250 euro, sempre un prezzo accessibile, ma che consente di agire su molte tipologie di tessuti.

I modelli che sono semiprofessionali sono quelli che consigliamo, anche per chi è inesperto, ma ha intenzione di iniziare a cucire spesso o comunque ha iniziando a seguire un corso di cucito su internet o da qualche sarta esperta.

La scelta dei modelli semiprofessionali consente di poter cucire su tanti tessuti, perfino quelli che sono sintetici e che di solito sono i più difficili su cui agire perché la trama del filato non è stabile, si taglia facilmente e tende ad essere piuttosto difficile da mantenere fissa, cioè da avere a che fare con una stabilità del tessuto.

Oltre a questo esse sono in grado di poter cucire tessuti con uno spessore che è consistente, come i jeans oppure la lana.

I modelli professionali sono per chi ha ormai una grande praticità con i tessuti e usa quotidianamente questa macchina da cucire.

Giovani che iniziano ad essere creativi, ecco le curiosità in “sartoria”

Forse è per un’attenzione al passato, per un recupero dei materiali e per una maggiore tendenza a comprare prodotti di qualità invece che cose commerciali, vediamo che proprio i giovani stanno tornando ad appassionarsi all’arte del cucito, alla sartoria e ai prodotti fai da te per dare sfogo alla propria creatività.

In realtà c’è anche una “voglia” di essere diversi, di avere degli outfit che siano più innovativi, pratici e funzionale. Pensate che perfino le tante fashion week ed altri eventi di moda, accessibili a tutti, sono visitati dai “sarti di casa”, cioè dei giovani che magari vogliono fare della propria passione una moda.

Se non ci avete mai pensato è bene che sappiate che tutti gli stilisti hanno iniziato la loro carriera proprio dal diventare prima sarti provetti, tra le mura domestiche, per poi estendere il proprio business. Non va dimenticato che internet propone una vetrina sul mondo e da questo potreste iniziare una professione-passione.

Che uso devi fare della macchina per cucire?

La macchina da cucire dovrebbe essere uno di quegli “elettrodomestici” da non mancare mai in casa, nonostante si usi poco o non la si sappia usare, essa dovrebbe essere presente.

I tutorial online, corsi su YouTube (totalmente gratuiti), forum di discussione e via dicendo, propongono la possibilità di diventare dei sarti provetti, ma occorre sempre che ci sia una valida attrezzatura perché con ago e filo si può fare ben poco a livello manuale.

Se siete indecisi, ma avete bisogno di qualche consiglio, allora iniziate a vedere, con il vostro dispositivo mobile, quello che potreste fare e non dimenticatevi di comprare una macchina da cucire. In questo modo avrete un’assistenza continuativa, pezzi di ricambio economici e facili da trovare, oltre a riparazioni che avvengono nel nostro paese. Scontato dire che dovete pensare alla Necchi.

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